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Mastopessi con lembo autologo: autoprotesi

Claudio Bernardi
Chirurgia Plastica
Casa di Cura Santo Volto – Roma

 

Introduzione
La correzione della ptosi mammaria con la  mastopessi,  consiste essenzialmente in un riposizionamento del parenchima ghiandolare, ripristinando la conicità e ottimizzando la forma del seno. In casi di ptosi marcate con notevole discrepanza cute/ghiandola (contenente/contenuto)  ed in particolare quando è associata ad  involuzione volumetrica del tessuto  mammario,  una valida strategia chirurgica è quella di correggere sempre la ptosi con la mastopessi ed integrare il volume mediante l’impiego di protesi, la cui forma varia in rapporto al caso specifico.  Questa scelta però potrebbe non essere attuabile per la l’habitus psicologico della paziente, quando cioè esiste un rifiuto sull’uso dell’impianto.

Materiali e Metodi
La paziente è una donna di 40 anni con due  gravidanze, 7 e 2 anni addietro. Nel corso dell’ultima  era ingrassata oltre 25 kg  il suo peso per poi ritornare al suo peso stabile.  Controlli senologici regolari con anamnesi positiva  per cisti diffuse e negativa per patologia neoplastica, fumatrice (15 sig/die).  Ptosi di III grado e  distanza giugulo-capezzolo   di cm. 27cm a dx  e cm. 27,5 sx.

La p. è stata sottoposta a mastopessi con tecnica di rimodellamento a peduncolo superiore areolare, senza disegno previo e  con peduncolo inferiore  dermo-ghiandolare (“autoprotesi”) per riempire il polo superiore e riposizionamento del complesso areolo-mammillare a cm. 18.  La p. ha sviluppato un ematoma nella mammella sin a distanza di 4 ore, repentinamente drenato in SO.

Risultati e Conclusioni
Attraverso l’esposizione di questo caso clinico, l’Autore espone con  video presentazione i dettagli di questa tecnica, da lui usata nei casi specifici di mastopessi in cui non può  essere presa in considerazione l’integrazione volumetrica con protesi.