Introduzione
La patologia perineale si presenta con
quadri morfo-funzionali diversi ai quali corrisponde
sempre una precisa alterazione fisiopatologica. Per individuare e possibilmente
correggere quei meccanismi che sono alla base della patologia stessa, l’iter diagnostico-clinico deve perciò essere
articolato, passando attraverso fasi la cui competenza esula dal raggio
d’azione del coloproctologo per entrare in altre branche specialistiche
(gastroenterologia,
ginecologia, urologia , ecc.). Nell’ambito di questo approccio
multidisciplinare, anche il chirurgo plastico ha un suo preciso ruolo, laddove
sia necessario ricostruire perdite di sostanza dopo ampie demolizioni, per favorire una guarigione per prima intenzione,
evitando i danni fisici e psicologici di lesioni cicatriziali da riparazione per
seconda.
Indicazioni
all’intervento ricostruttivo
In tutte le patologie perineali che richiedono ampie
exeresi, il
processo di riparazione per seconda intenzione può protrarsi anche per alcuni
mesi, soprattutto se intervengono episodi di contaminazione o di infezione non
rari in queste aree, passando attraverso lunghe e dolorose medicazioni, il cui
danno sociale ed economico non può essere sottovalutato.
Spesso ,
a conclusione del processo di guarigione, troviamo esiti sclero-cicatriziali da
perdita di sostanza, come ad esempio l’assenza dello spazio perineo-vaginale
dopo chirurgia per fistola retto vaginale, associata a sintomatologia
clinica di vaginiti
ricorrenti e dolore
durante i rapporti sessuali. Inoltre, la cicatrice residua è anelastica,
frequentemente retraente e può provocare
un ano beante o fibroso, spesso causa di incontinenza fecale.
Quindi, in casi
opportunamente selezionati, va posta l’indicazione alla
chiusura per prima intenzione della perdita di sostanza, che
consente una guarigione migliore e più rapida. D’altra parte, la
riparazione diretta mediante affrontamento dei bordi della lesione è destinata
al successo solo quando la sutura
non è in tensione. In caso contrario, ovvero a seguito di ampie escissioni, si
impone necessariamente il confezionamento di lembi.
Grazie
alla particolare ricchezza di reti anastomotiche arteriose tra il perineo e le
regioni limitrofe (pubica, glutea, mediale dell’arto inferiore), è possibile
allestire lembi locali, cutanei o fascio-cutanei di forma e dimensioni diverse,
adatti a risolvere diverse problematiche ricostruttive.
Riteniamo pertanto che l’impiego di lembi miocutanei
sia indicato in casi di estese perdite di sostanza o di controindicazioni
loco-regionali all’uso di lembi di vicinanza.
In conclusione, l’intervento ricostruttivo evita i danni psicofisici
degli esiti cicatriziali da riparazione per seconda intenzione e,
consentendo una rapida “restitutio
ad integrum” dei tessuti, permette un recupero delle attività sociali e
lavorative del paziente in tempi brevi. Questo ci orienta, attualmente, a
considerare l’atto riparativo non come procedimento
chirurgico occasionale, ma inserito nell’iter terapeutico della patologia
perineale, il che conferisce al chirurgo plastico un importante ruolo di
collaborazione in una struttura multidisciplinare.
Pubblicazioni
dell’Autore sull’argomento
-
“Ricostruzione perineale
dopo escissione di fistola complessa perianale e
perivulvare”. Atti del 41° Congresso S.I.C.P.R.E. Genova Dic 1992 .
-
“Il
ruolo del chirurgo plastico nel trattamento delle lesioni perineali: esperienza
della U.C.P. di Roma”, Atti 46° Congresso S.I.C.P.R.E., Venezia 30 Settembre
3 Ottobre 1997.
-
“Autologous
fat injection for treatment of fecal incontinence : manometric and
echographic assessment. Case report”, Plast Reconstr Surg
102:1626, 1998.
-
“Il
ruolo del chirurgo plastico nel trattamento delle lesioni perineali :
esperienza dell’Unità di Colonproctologia di Roma”, Riv Ital Chir Plastica
31,133-138, 1998.
-
“Perineal
lipofilling: a new surgical treatment for faecal incontinence”, Tech
Coloproctol 2 : 46,1998.
-
“Autologous
fat injection for the treatment of fecal incontinence: manometric and
echographyc assessment. Report of two cases”,
XVII Congress of International Society of University
Colon and Rectal Surgeons, Malmö, Svezia, 11\7\1998.
-
“Reconstructive
procedure in a case of perineal kraurosis associated with fecal incontinence”,
Tech Coloproctol. 2:135-137, 1998.
-
“Lipofilling in sedi atipiche : trattamento dell’incontinenza urinaria e
fecale”, Atti 47° Congresso
Nazionale della S.I.C.P.R.E. Palermo , 23-26 Settembre 1998.
-
“Reconstruttive
perineoplasty in the management of non-healing wounds after anorectal surgery”,
Coloproctology, 21:226, 1999.
-
“La perineoplastica ricostruttiva nel
trattamento di ferite che non tendono a guarigione dopo chirurgia anorettale”,
UCP News, pag. 75-76, vol 3
suppl. 2, 1999.
-
“Valutazioni di carattere estetico nella
chirurgia ricostruttiva perineale”, La medicina estetica, Ed. Salus, vol.24 N°
1, 2000 Roma.
-
Double
“house” cutaneous flap, post anal repair and rectal mucosal advancement for
a non-healing, post-haemorrhoidectomy wound
with faecal incontinence”, Techn Coloproctol 4:78, 2000.
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